Dormire bene a ogni età: le esigenze di sonno dai neonati agli anziani
Sommario
Il sonno frammentato dei neonati, gli sfasamenti dell'orologio biologico nell'adolescenza, le pressioni della vita adulta, i cambiamenti ormonali della menopausa e il sonno più leggero nella terza età evidenziano la natura costantemente dinamica del sonno.
Questa guida illustra i cambiamenti nel bisogno di sonno con l'età, cosa è considerato normale in ogni fase della vita e in quali casi è opportuno chiedere assistenza se si ha difficoltà a dormire. Comprendendo la scienza alla base del sonno nel corso della vita, è possibile fissare aspettative realistiche, ridurre la frustrazione e adottare strategie che favoriscano un sonno più sano e rigenerante a ogni età.
Perché le esigenze di sonno cambiano nel corso della vita
Il sonno non è uguale per tutti: proprio come il nostro corpo e la nostra mente si evolvono nelle diverse fasi della vita, così cambiano anche le esigenze e i ritmi del sonno. Il cervello di un adolescente segue un orologio biologico diverso da quello di un bambino, e i cambiamenti ormonali della menopausa possono creare serie difficoltà di sonno anche a una persona che ha sempre dormito bene.
La scienza del sonno nelle diverse fasi della vita
Il sonno è regolato da due sistemi principali: il ritmo circadiano (l'orologio biologico interno) e l'omeostasi del sonno (il bisogno di sonno dell'organismo in base al tempo trascorso da svegli). Entrambi i sistemi subiscono dei cambiamenti con l'avanzare dell'età.
I cambiamenti dell'architettura del sonno
La struttura di fasi e cicli del sonno cambia nel corso della vita:
- il sonno profondo (sonno a onde lente) diminuisce con l'età e registra un calo significativo dopo l'adolescenza
- le fasi del sonno REM subiscono variazioni, con tempistiche e durata che cambiano in base all'età
- l'efficienza del sonno (tempo trascorso dormendo rispetto al tempo trascorso a letto) in genere diminuisce negli anziani
- i ritmi circadiani cambiano durante l'adolescenza e nuovamente in età avanzata
Questi cambiamenti sono normali processi biologici e non necessariamente segni di disturbi del sonno; è necessario quindi comprenderli per definire aspettative realistiche e sviluppare strategie di sonno adeguate per ogni fase della vita.
Il sonno dei neonati e dei bambini piccoli (da 0 a 2 anni): cosa è normale e cosa non lo è
Durata consigliata del sonno
Neonati (da 0 a 3 mesi): 14-17 ore ogni 24 ore (in brevi periodi di sonno)
Dai 4 ai 12 mesi di età: 12-16 ore ogni 24 ore, compresi i sonnellini
Bambini (da 1 a 2 anni): 11-14 ore ogni 24 ore
Il sonno nei primi due anni di vita è determinato principalmente dalle esigenze alimentari e dallo sviluppo neurologico anziché da orari prestabiliti. Poiché i neonati non hanno ancora un ritmo circadiano maturo, il sonno diurno e quello notturno non sono chiaramente differenziati. I frequenti risvegli notturni propri di questa fase sono quindi biologicamente normali e prevedibili.
Man mano che il cervello si sviluppa, le esigenze di sonno si consolidano gradualmente, in particolare tra i 3 e i 6 mesi di età. I periodi di sonno disturbato, spesso definiti "regressioni del sonno", si verificano in genere in concomitanza con le tappe fondamentali dello sviluppo, come girarsi, gattonare o camminare.
Per i genitori e chi si prende cura del bambino, l'obiettivo in questa fase non è un sonno perfetto, ma un'assistenza sicura e attenta e la graduale creazione di una routine. Se sorgono stanchezza, ansia o preoccupazioni legate all'alimentazione e alla crescita, il supporto di un professionista può essere d'aiuto.
Il sonno dei bambini (dai 3 ai 12 anni): creare basi solide
Durata consigliata del sonno
Dai 3 ai 5 anni: 10-13 ore ogni 24 ore (compresi i sonnellini)
Dai 6 ai 12 anni: 9-12 ore per notte
Perché i bambini hanno bisogno di dormire di più
Il cervello e il corpo di un bambino stanno attraversando una fase di rapido sviluppo. Durante il sonno vengono rilasciati gli ormoni della crescita, i ricordi si consolidano e le connessioni neurali si rafforzano. Una mancanza di sonno durante l'infanzia è associata a:
problemi comportamentali e difficoltà di regolazione emotiva
rendimento scolastico ridotto
aumento del rischio di obesità
indebolimento del sistema immunitario
problemi di attenzione e concentrazione
Problemi comuni legati al sonno nell'infanzia
Riluttanza ad andare a dormire: molti bambini oppongono resistenza all'ora di andare a letto, soprattutto quando si stanno divertendo o se provano ansia da separazione.
Risvegli notturni: anche i bambini in età scolare possono svegliarsi durante la notte, ma questo fenomeno tende a diminuire con l'età.
Incubi e terrori notturni: sono fenomeni comuni e di solito non destano preoccupazione, a meno che non siano frequenti o causino grave disagio.
Come favorire un sonno sano nei bambini
La costanza è fondamentale: Per crescere bene, un bambino ha bisogno di routine quotidiane. Andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora, anche nei fine settimana, aiuta a regolare il loro orologio biologico.
Creare una routine serale rilassante: una routine rilassante di 30-60 minuti, che includa ad esempio un bagno, la lettura o una conversazione tranquilla, segnala che è ora di andare a dormire.
Creare un ambiente che concili il sonno: mantenere la camera da letto fresca (circa 18-20 °C), buia e silenziosa. Tenere accesa una piccola luce notturna se il bambino ne ha bisogno per sentirsi più sicuro.
Limitare il tempo dedicato ad attività digitali: la luce blu degli schermi dei dispositivi inibisce la produzione di melatonina. Spegnere i dispositivi almeno un'ora prima di andare a dormire.
Fare attenzione all'assunzione di caffeina: anche piccole quantità di caffeina presenti nel cioccolato o nelle bevande analcoliche possono influire sul sonno dei bambini.
Il sonno degli adolescenti (dai 13 ai 19 anni): il cambiamento biologico
Durata consigliata del sonno 8-10 ore per notte
Il ritardo della fase del sonno negli adolescenti
Una cosa di cui molti genitori non si rendono conto è che gli adolescenti non stanno alzati fino a tardi solo per fare i difficili. Durante la pubertà, il ritmo circadiano si sposta naturalmente più in avanti, un fenomeno detto "ritardo della fase del sonno". La ricerca dimostra che la melatonina (l'ormone del sonno) viene rilasciata circa due ore più tardi negli adolescenti rispetto ai bambini e agli adulti. Ciò significa che gli adolescenti si sentono naturalmente più vigili più tardi la notte e vogliono dormire più a lungo al mattino.
La crisi del sonno negli adolescenti
Nonostante gli adolescenti abbiano bisogno di 8-10 ore di sonno, nella maggior parte dei casi dormono molto meno: solo il 15% dichiara di dormire 8,5 ore nei giorni feriali. Questa privazione cronica del sonno comporta gravi conseguenze.
Impatto scolastico: gli adolescenti che non dormono a sufficienza mostrano una riduzione dell'attenzione, della memoria e delle capacità di risolvere i problemi
Salute mentale: il sonno insufficiente aumenta il rischio di depressione, ansia e pensieri suicidi
Salute fisica: i problemi di sonno sono collegati all'obesità, all'indebolimento del sistema immunitario e a un maggior rischio di infortuni
Comportamenti a rischio: gli adolescenti stanchi sono più inclini a intraprendere attività pericolose, ad esempio guidare assonnati
Perché gli adolescenti fanno fatica a dormire a sufficienza
Orari scolastici mattutini: molte scuole iniziano alle 8:00 o poco dopo, costringendo gli adolescenti a svegliarsi a un orario in cui il loro corpo è ancora programmato per dormire.
Pressione scolastica: i compiti, lo studio e le attività extrascolastiche spesso si protraggono fino a tarda sera.
Attività digitali: i social media, i videogiochi e lo scambio di messaggi con gli amici sottraggono tempo al sonno.
Lavori part-time: le opportunità di dormire si riducono ulteriormente per chi, oltre a studiare, lavora la sera.
Come aiutare gli adolescenti a dormire meglio
Accettare la realtà biologica: comprendere che stare alzati fino a tardi è in parte una questione biologica può ridurre le discussioni sull'ora di andare a letto.
Dare priorità al sonno rispetto alle attività: aiutare l'adolescente a valutare gli impegni ed eliminare quelli che impediscono regolarmente di dormire in modo adeguato.
Adottare un "coprifuoco tecnologico": stabilire un orario in cui i dispositivi digitali non sono più ammessi in camera da letto e vanno riposti altrove per la ricarica.
Incoraggiare "sonnellini strategici": un pisolino di 20-30 minuti dopo la scuola può essere d'aiuto, ma sonnellini più lunghi o ad orari più tardi potrebbero interferire con il sonno notturno.
Recupero mirato nel fine settimana: dormire fino a tardi nei fine settimana può aiutare a ridurre il debito di sonno; cercare comunque di mantenere gli orari di sveglia entro 2 ore rispetto a quelli dei giorni feriali per non interferire con il ritmo circadiano.
Esposizione alla luce intensa: la luce del sole al mattino aiuta a regolare l'orologio circadiano. Incoraggiare l'adolescente a uscire all'aperto nelle prime ore del giorno.
Il sonno degli adulti (dai 20 ai 64 anni): conciliare il sonno con gli impegni quotidiani
Durata consigliata del sonno 7-9 ore per notte
Durante l'età adulta, il fabbisogno di sonno rimane relativamente stabile, ma la capacità di dormire in modo adeguato spesso diminuisce. Le esigenze lavorative, le responsabilità nei confronti dei familiari, lo stress, i viaggi, l'uso dei dispositivi digitali e gli orari irregolari spesso ostacolano il sonno regolare e rigenerante.
A differenza dell'infanzia o dell'adolescenza, le difficoltà di sonno nell'età adulta sono in genere legate più alle pressioni dello stile di vita che ai cambiamenti biologici. Si finisce con l'accettare la privazione cronica del sonno, anche se questa è associata a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, disturbi metabolici, indebolimento del sistema immunitario e problemi di salute mentale.
Gli adulti possono avere difficoltà a dormire a causa di pensieri frenetici, frequenti risvegli notturni o risvegli mattutini precoci causati dallo stress. Nel tempo, questi problemi possono trasformarsi in insonnia cronica se non vengono affrontati.
Piccoli cambiamenti costanti, ad esempio proteggere il tempo dedicato al sonno, gestire lo stress e mantenere orari di sonno regolari, sono spesso più efficaci che cercare di compensare dormendo di più nei fine settimana.
La menopausa e il sonno: gestire i cambiamenti ormonali
Fino al 60% delle donne soffre di disturbi del sonno durante la perimenopausa e la menopausa. I cambiamenti ormonali, in particolare il calo di estrogeni e progesterone, influenzano il sonno in diversi modi:
Vampate di calore e sudorazioni notturne: questi sintomi vasomotori possono causare risvegli notturni ripetuti con sudorazioni intense che interrompono i cicli del sonno.
Cambiamenti dell'umore: l'aumento dell'ansia e della depressione durante la menopausa può rendere più difficile addormentarsi e mantenere il sonno durante la notte.
Disturbi respiratori del sonno: il rischio di apnea notturna aumenta dopo la menopausa a seguito dei cambiamenti ormonali, ma anche a causa di fattori legati all'età.
Cambiamenti del ritmo circadiano: alcune donne avvertono cambiamenti nei ritmi di sonno-veglia durante la menopausa.
Sonno più frammentato: anche senza risvegli evidenti, il sonno diventa più leggero e meno ristoratore.
Il legame tra sonno e menopausa
I disturbi del sonno durante la menopausa non dipendono solo dalle vampate di calore: i cambiamenti ormonali influenzano direttamente le regioni cerebrali che regolano il sonno, indipendentemente dai sintomi vasomotori.
L'estrogeno influisce su:
- la regolazione della temperatura;
- il sonno REM;
- la serotonina e gli altri neurotrasmettitori del sonno;
- il ciclo sonno-veglia.
Inoltre, il progesterone ha proprietà sedative e un suo calo può influire negativamente sulla capacità di addormentarsi.
Come gestire il sonno durante la menopausa
- Controllo della temperatura: mantenere la camera da letto fresca (16-18 °C). Preferire biancheria da letto e indumenti da notte traspiranti e che assorbano l'umidità. Usare più coperte in modo da poter regolare facilmente la temperatura.
- Precauzioni nelle ore serali: evitare cibi e bevande che possono causare vampate di calore notturne, ad esempio cibi piccanti, alcol, caffeina e bevande calde.
- Gestione dello stress: pratiche come la meditazione, lo yoga o la respirazione profonda possono ridurre lo stress e la frequenza delle vampate di calore.
- Attività fisica regolare: l'esercizio fisico migliora la qualità del sonno e può ridurre i sintomi della menopausa; evitare tuttavia esercizi intensi nelle 3 ore precedenti il momento di andare a dormire.
- Valutare le opzioni disponibili: consultare un medico in merito ai trattamenti utili al caso, ad esempio la terapia ormonale, i farmaci non ormonali o la terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia (CBT-I).
- Curare i disturbi del sonno: se si russa, si hanno difficoltà respiratorie la notte o ci si sente eccessivamente stanche nonostante si dorma a sufficienza, consultare un medico per sottoporsi a uno screening per l'apnea notturna. Il trattamento dell'apnea notturna è coperto da molti dei nostri programmi assicurativi per cure fuori ricovero.
Il sonno in età anziana (dai 65 anni): la qualità è più importante della quantità
Durata consigliata del sonno 7-8 ore per notte
È opinione diffusa, ma errata, che gli anziani hanno bisogno di meno ore di sonno. In realtà, le esigenze di sonno rimangono relativamente invariate durante tutta l'età adulta. Ciò che cambia è la capacità di dormire in modo continuativo con una buona qualità del sonno.
Cambiamenti nell'architettura del sonno:
diminuzione del sonno profondo (fasi 3 e 4);
aumento del tempo trascorso nelle fasi di sonno più leggero;
risvegli più frequenti;
anticipo degli orari di addormentamento e risveglio (fase del sonno anticipata);
Aumento dei disturbi del sonno:
l'apnea notturna diventa più comune;
la sindrome delle gambe senza riposo colpisce fino al 35% degli anziani;
può manifestarsi il disturbo comportamentale del sonno REM;
aumento dei casi di insonnia.
Perché il sonno cambia negli anziani
Fattori biologici:
ridotta produzione di melatonina;
cambiamenti nella regolazione del ritmo circadiano;
minore esposizione alla luce intensa (soprattutto per chi ha una mobilità limitata);
cambiamenti legati all'età nei centri del sonno del cervello.
Condizioni di salute:
dolore cronico causato da artrite o altre patologie;
malattie cardiovascolari;
problemi respiratori;
condizioni neurologiche;
minzione frequente (nicturia).
Farmaci: molti farmaci comunemente prescritti agli anziani possono interferire con il sonno.
Fattori legati allo stile di vita:
riduzione dell'attività fisica;
sonnellini diurni;
orari quotidiani meno strutturati dopo il pensionamento;
isolamento sociale.
Le conseguenze di un sonno di scarsa qualità negli anziani
I disturbi del sonno negli anziani non sono solo fastidiosi, ma hanno anche ripercussioni concrete sulla salute.
Declino cognitivo: un sonno di scarsa qualità è associato a un aumento del rischio di demenza e a un declino cognitivo più rapido
Cadute e infortuni: la privazione del sonno influisce sull'equilibrio e sui tempi di reazione
Salute cardiovascolare: i disturbi del sonno aumentano il rischio di malattie cardiache e ictus
Salute mentale: i disturbi del sonno sono correlati alla depressione e all'ansia
Qualità di vita: i disturbi cronici del sonno compromettono il benessere generale e l'autonomia
Come migliorare il sonno nella terza età
Rispettare gli orari: andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora aiuta a stabilizzare il ritmo circadiano, anche in assenza di impegni lavorativi.
Esporsi alla luce del mattino: l'esposizione alla luce intensa nelle prime ore del giorno aiuta a mantenere il ritmo circadiano. Cercare di trascorrere almeno 30 minuti all'aria aperta.
Rimanere attivi: un'attività fisica regolare migliora la qualità del sonno. Anche attività leggere come camminare o praticare il Tai Chi possono essere d'aiuto.
Fare sonnellini "intelligenti": se ci si concede un sonnellino, fare in modo che sia breve (20-30 minuti) e prima delle 15:00 per evitare che interferisca con il sonno notturno.
Controllare i farmaci: chiedere al medico o al farmacista se uno dei farmaci assunti può influire sul sonno e se è opportuno modificare gli orari di assunzione.
Non trascurare il dolore: consultare il medico per gestire il dolore cronico che interferisce con il sonno.
Limitare l'assunzione di liquidi prima di andare a letto: ridurre le visite notturne in bagno limitando le bevande nelle 2-3 ore prima di andare a dormire.
Creare un ambiente confortevole per dormire: assicurarsi che il materasso e i cuscini offrano un supporto adeguato e mantenere la stanza a una temperatura confortevole.
Rimanere socialmente attivi: i legami sociali e le attività pianificate durante il giorno favoriscono un sonno migliore durante la notte.
Problemi comuni legati al sonno a tutte le età
Sebbene ogni fase della vita presenti caratteristiche del sonno specifiche, alcune difficoltà sono comuni a tutte le età:
Insonnia
La difficoltà ad addormentarsi e a mantenere il sonno, così come il risveglio prematuro, colpiscono persone di tutte le età. L'insonnia cronica (che dura più di 3 mesi) richiede l'intervento di un medico.
Apnea notturna
Questa condizione, in cui la respirazione si interrompe ripetutamente durante il sonno, può verificarsi a qualsiasi età, ma diventa più comune negli anziani e con l'aumento di peso. I sintomi includono un russare rumoroso, respiri affannosi durante il sonno ed eccessiva sonnolenza diurna. Il trattamento è incluso in molti dei nostri programmi assicurativi per cure fuori ricovero.
Disturbi del ritmo circadiano
È possibile che si crei uno sfasamento tra l'orologio biologico e gli impegni quotidiani a causa dei turni di lavoro, del jet lag o di fattori biologici.
Stress e ansia
I fattori psicologici influenzano il sonno in tutte le fasi della vita, anche se le fonti di stress cambiano, passando dalle preoccupazioni scolastiche alle pressioni lavorative, fino ai problemi di salute.
Fattori ambientali
Rumore, luce, temperatura e condizioni di comfort inadeguate possono disturbare il sonno a qualsiasi età.
Strategie basate su dati scientifici per dormire meglio a tutte le età
I suggerimenti elencati di seguito valgono in tutte le fasi della vita, anche se applicabili in modo variabile.
1. Mantenere orari regolari per andare a dormire e svegliarsi
Il corpo umano ama la regolarità: andare a letto e svegliarsi alla stessa ora ogni giorno (compresi i fine settimana) rafforza il ritmo circadiano. Le ricerche dimostrano che questa regolarità è uno degli strumenti più efficaci per dormire bene.
2. Creare un ambiente confortevole per dormire
La camera da letto deve essere:
Fresca: circa 16-19 °C per la maggior parte delle persone
Buia: se necessario, usare tende oscuranti o una mascherina per gli occhi
Silenziosa: se non è possibile controllare i rumori ambientali, valutare l'uso di un generatore di rumore bianco
Comoda: usare un materasso e cuscini che offrano un buon supporto
3. Creare una routine prima di andare a dormire
Una serie di attività rilassanti ripetute ogni sera segnala al cervello che è ora di dormire. Alcuni esempi:
Leggere libri cartacei, (non usare i lettori digitali)
Fare esercizi di stretching leggero o di rilassamento
Fare un bagno caldo (il successivo raffreddamento aiuta a conciliare il sonno)
Ascoltare musica rilassante
Fare esercizi di meditazione o respirazione
4. Gestire l'esposizione alla luce
La luce è il fattore che influenza maggiormente il ritmo circadiano:
Esporsi alla luce intensa nelle prime ore del giorno
Abbassare le luci la sera
Evitare i dispositivi digitali per 1-2 ore prima di andare a letto, oppure usare filtri per la luce blu
Mantenere la camera da letto al buio durante la notte
5. Fare attenzione all'orario dei pasti e ai cibi assunti:
Caffeina: da evitare nelle 6 ore precedenti il momento di andare a dormire (ha un'emivita di 5-6 ore)
Alcol: sebbene possa aiutare ad addormentarsi, compromette la qualità del sonno e provoca risvegli notturni
Pasti abbondanti: finire di mangiare 2-3 ore prima di andare a letto
Liquidi: ridurre gradualmente l'assunzione in serata per limitare le visite notturne in bagno
6. Fare esercizio fisico regolarmente (ma scegliere il momento giusto)
Un'attività fisica regolare migliora la qualità e la durata del sonno. Tuttavia, un esercizio fisico intenso troppo vicino all'ora di andare a dormire può avere un effetto stimolante. Terminare gli allenamenti intensi almeno 3 ore prima di andare a dormire.
7. Gestire stress e preoccupazioni
Se i troppi pensieri impediscono di addormentarsi:
Tenere un diario per "liberarsi" delle preoccupazioni prima di andare a letto
Seguire tecniche di rilassamento
Provare la tecnica del "momento delle preoccupazioni": dedicare 15 minuti al giorno (non la sera) all'analisi delle proprie preoccupazioni
Se l'ansia legata al sonno persiste, valutare se sia opportuno ricorrere alla terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia (CBT-I)
8. Usare il letto solo per dormire
Evitare di lavorare, guardare la TV o passare tempo con lo smartphone a letto. In questo modo si rafforzerà l'associazione mentale tra il letto e il sonno.
9. Se non si riesce a dormire, alzarsi
Se si rimane svegli per più di 20 minuti, alzarsi e dedicare qualche minuto a un'attività tranquilla e non stimolante, in un ambiente con luce soffusa, finché non viene sonno. In questo modo si eviterà che il cervello associ il letto alla veglia.
10. Avere pazienza con i cambiamenti
Migliorare la qualità del sonno richiede tempo. Provare le nuove strategie per almeno 2-3 settimane prima di valutarne l'efficacia.
Domande frequenti
In parte sì. Dormire più a lungo nei fine settimana può aiutare a ridurre il "deficit di sonno" accumulato durante la settimana. Tuttavia, questa soluzione non è perfetta, poiché grandi variazioni negli orari del sonno possono alterare il ritmo circadiano, causando un "jet lag sociale". Se si ha bisogno di recuperare regolarmente, è segno che non si sta dormendo abbastanza durante la settimana. L'approccio migliore è dare priorità a un sonno adeguato ogni notte.
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Per riassumere
- Il fabbisogno di sonno rimane relativamente stabile durante l'età adulta (7-9 ore), ma i bambini e gli adolescenti hanno bisogno di più ore (rispettivamente 9-12 e 8-10 ore)
- Ogni fase della vita comporta sfide uniche legate al sonno: cambiamenti dell'orologio biologico negli adolescenti, cambiamenti ormonali durante la menopausa e cambiamenti dell'architettura del sonno negli anziani
- Il ritmo circadiano subisce un naturale ritardo durante l'adolescenza (gli adolescenti non stanno alzati fino a tardi solo per fare i difficili!)
- Fino al 60% delle donne soffre di disturbi del sonno durante la menopausa, principalmente a causa dei cambiamenti ormonali e dei sintomi vasomotori
- Gli anziani non hanno bisogno di dormire meno, ma spesso hanno un sonno più leggero e frammentato a causa dei cambiamenti biologici e delle condizioni di salute
- La regolarità negli orari di sonno e veglia è uno degli strumenti più efficaci per dormire bene a qualsiasi età
- L'esposizione alla luce è un fattore chiave per il sonno: la luce intensa al mattino aiuta, mentre quella serale (soprattutto la luce blu dei dispositivi digitali) ostacola il sonno
- Molti problemi di sonno a tutte le età possono essere risolti cambiando alcuni comportamenti prima che sia necessario ricorrere ai farmaci
- I disturbi del sonno possono causare altri problemi di salute, ma anche derivare da essi: curare questi disturbi è pertanto essenziale per il benessere generale
- Indipendentemente dall'età, il sonno di scarsa qualità non è affatto inevitabile: consulenti e terapeuti possono offrire un aiuto efficace
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Avviso medico
Le informazioni fornite in questo articolo hanno esclusivamente scopo didattico e informativo e non intendono sostituire la consulenza, la diagnosi o il trattamento medico professionale. I disturbi del sonno possono essere sintomi di patologie sottostanti che richiedono una valutazione e cure specialistiche.
Consultare sempre il proprio medico o un altro operatore sanitario qualificato per qualsiasi domanda relativa ai disturbi del sonno o a una condizione medica. Non ignorare mai il parere medico professionale né ritardare a chiederlo sulla base delle informazioni lette in questo articolo.